convinced myself, i seek not to convince.
_edgar allan poe, berenice_
"the senators who now claim we cannot afford to spend a trillion dollars to make long overdue changes in health care know exactly what that amount can buy. they know because they have spent it, year after year, on military misadventures and subsidies to big banks and corporations".
suddenly, a trillion dollars is too expensive?
this week, barack obama's middle east peace envoy george mitchell met in new york with israeli defense minister ehud barak to begin discussing a potential "compromise" regarding the continued expansion of israeli settlements in occupied palestinian territory.
unfortunately, obama's refusal, in his cairo speech, to dub israeli settlements illegal is undermining any hope of middle east peace.
by shrinking from declaring israeli settlement activity illegal, obama has guaranteed that, in substance, his middle east policy cannot depart significantly from that of george bush. and so far, not a single word is presented regarding the parameters for resolving the "final status" issues (borders, jerusalem, and refugees) at the heart of the conflict.
a result of this US weakness, in response to pressure from the netanyahu government, mitchell is reportedly already considering a "new" definition of "natural growth" in existing settlements; a definition that would allow israel to complete constructions that has already been started. one can only imagine how many construction permits will be pulled out of drawers in israeli settlements throughout the west bank in anticipation of such an arrangement.
"slate" has an interesting piece on italian futurism, turning 100 years old this year.
from marinetti denouncing pasta as "an absurd italian gastronomic religion" to the futurist hate for history, and, in particular, for rome: is then futurism a legitimate avant-garde or an ideological sham?
312 votes on almost 3 millions cast finally make al franken the 60th democrat in the actual US senate.
"the implications of this senate race are particularly significant because the democrats will now have 60 votes in the senate,” said texas sen. john cornyn, chairman of the national republican senatorial committee. “with their supermajority, the era of excuses and finger-pointing is now over.”

“in the art museums of russia, women sit in the galleries and guard the collections. when you look at the paintings and sculptures, the presence of the women becomes an inherent part of viewing the artwork itself. i found the guards as intriguing to observe as the pieces they watch over. in conversation they told me how much they like being among russia’s great art”.
this is the statement behind andy freeberg’s fantastic series of photographs of the female "guardians of russian art museums”.
con un plateale intervento nella politica interna israeliana, nicolas sarkozy è riuscito a creare tensione fra il premier netanyahu e il suo ministro degli esteri lieberman, leader del partito radicale di destra "israel beitenu". la settimana scorsa, ricevendo a parigi netanyahu, durante una cena, sarkozy ha detto che "bibi" avrebbe fatto bene "a sbarazzarsi" di lieberman per via delle sue posizioni estreme, sostituendolo con la leader di "kadima" livni. poi gli ha suggerito di congelare la colonizzazione in cisgiordania. a quel punto, forte anche dell'aiuto del laburista barak, netanyahu avrebbe potuto fare "cose storiche". amicizia e intimità a parte, il premier israeliano forse non ha gradito la raffica di consigli presidenziali. "nelle conversazioni private - ha azzardato - lieberman sa essere pragmatico...". ma la reazione di sarkozy è stata seccata: "anche le pen sa essere gradevole, in privato".
a causa delle alchimie politiche di gerusalemme, il succoso dialogo al tavolo di sarkozy non è stato riferito al diretto interessato. il contenuto però gli è arrivato lunedì sera, da un telegiornale. così ieri il premier ha dovuto ricorrere a tutto il suo potere accattivante per placare il ministro, proponendogli anche di accompagnarlo a un incontro con gli ambasciatori UE. lieberman ha declinato l'offerta e (attraverso un portavoce) ha mandato a dire a sarkozy che la sua intrusione in questioni politiche interne israeliane "è insopportabile". netanyahu poi ha pubblicamente ribadito la propria fiducia in lieberman.
in israele la questione ha sollevato vivo interesse: l'editoriale odierno di "haaretz", "lieberman must go", ad esempio, da ragione al presidente francese.
inoltre, resta il fatto che il ministro degli esteri di israele trova difficile trovare un linguaggio comune non solo con i dirigenti europei, ma anche con quelli egiziani e americani. non a caso, per discutere la delicatissima questione del congelamento delle colonie, netanyahu ha preferito mandare in missione a washington il laburista barak, ministro della difesa, che ha parlato per quattro ore con l'emissario per il medio oriente di obama, george mitchell.
luca di montezemolo senza grandi squilli di trombe domani mette in pista (online) la sua associazione "italia futura", un "cantiere di ideazione civile, politica ed economica, libero dagli ideologismi, un luogo agile, visibile ed efficace connesso alle migliori competenze nazionali e internazionali".
quale sia lo sbocco politico di quest'operazione è previsione prematura, ma non c'è dubbio che "italia futura" è destinata a portare acqua e nuovi pigmenti intellettuali a quel centro nel quale possono confluire personalità come mario draghi, mario monti, paolo mieli e politici come casini e tabacci.
il braccio operativo del movimento è rappresentato da almeno due personaggi. il primo è andrea romano, docente di storia contemporanea all'università di torvergata ed editorialista de "il riformista". il secondo è un ex-uomo ferrari, carlo calenda, il manager che montezemolo e gianni punzo hanno messo a dirigere l'interporto campano, la struttura chiave del progetto ferroviario che dovrà fare le pulci all'alta velocità di moretti.
calenda ha ricoperto la carica di direttore affari internazionali in confindustria e va ad aggiungersi a quegli industriali che hanno già dato la loro disponibilità a sostenere il progetto di "italia futura".
la presentazione di domani avverrà online per marcare con l'uso della tecnologia la "natura avveniristica" del nuovo think-tank concepito dal presidente della fiat.
as widely expected, former vice president dick cheney has signed a deal with an imprint of simon & schuster to write a memoir about his life in politics and his service in four presidential administrations. cheney will also write about his private-sector experience, including his time as chief executive of halliburton, the oil field services provider.
il cuore di papa ratzinger sta bene, a giudicare dalle analisi svolte nelle scorse settimane, ma e' ormai un "tutti contro tutti" quello che si sta disegnando nella curia romana e che rischia di paralizzare l'azione papale; in vaticano infatti, sembrano gia' iniziate le manovre per il prossimo conclave. molti i duelli eccellenti, come quello fra il prefetto della congregazione per la dottrina della fede, cardinale joseph levada, e il capo della congregazione per il culto divino, antonio canizares, oppure fra l'ex segretario di stato angelo sodano e l'ex segretario personale di papa wojtyla, stanislao dziwisz.
quanto all'attuale segretario di stato vaticano, cardinale tarcisio bertone, sarebbe nel mirino di una fronda guidata da un altro porporato, achille silvestrini. a sua volta bertone, secondo "panorama", avrebbe pronta una mossa a sorpresa, ovvero la rimozione della "sacra corona", soprannome con cui in vaticano vengono definiti i collaboratori del sostituto agli affari generali, monsignor gernando filoni, una delle figure piu' potenti della curia. il tutto, incuranti delle raccomandazioni di benedetto XVI ai porporati, affinche' abbandonino carrierismo e lotte di potere.
barack obama is better than you are. he’s a better father, taking breaks from running the world to cheer on his daughters at soccer and basketball games. he’s a better husband, zipping his wife off for dinner in new york and paris. he’s got a better diet, eating vegetables from his homegrown garden to keep his love handles in check.
call it the politics of personal perfection. the barack obama brand is as much about being a personal example to the nation as it is about being a political figure. but the danger of that frothy mix of glamour and domesticity is that obama could become in the public mind something he never sought to be: the martha stewart of 1600 pennsylvania ave.
and political veterans say the fine line between what’s inspiring and what’s annoying can be difficult to spot in advance.
voci di un imminente ricambio di governo, volto nelle intenzioni ad acquisire piu' "autorevolezza" internazionale, nel momento di maggior difficolta' per il premier, indicano luca cordero di montezemolo quale nuovo ministro degli esteri, spostando l'inutile ma fedele frattini al posto di scajola al ministero dello sviluppo economico. scajola e' anche l'unico ministro che abbia criticato silvio berlusconi in merito alle vicende scandalistiche recenti. il rimescolamento di carte servirebbe quindi a punire i ribelli interni del PDL e rilanciare l'azione di governo. quasi certa invece l'uscita di sandro bondi (bonaiuti lo sostituisce alla cultura), che si occuperebbe a tempo pieno del partito.
intanto, in vista dell'appuntamento del G8 all'aquila, si registrano voci di defezioni (merkel in testa) che stanno creando panico alla farnesina e a palazzo chigi.
inoltre, anche l'atteggiamento di obama verso berlusconi pare volgere sempre più verso un'ostilità esplicita: da tempo l'ambasciata USA in italia aspetta l'arrivo del nuovo ambasciatore.
entro fine luglio il governo dovrà varare la nomina al momento più attesa alla farnesina: quella del prossimo ambasciatore a washington. gianni castellaneta, in ottimi rapporti con condoleeza rice, andrà in pensione a fine estate e lo aspetta l'ufficio di presidente della sace, gruppo che assicura affari all'estero. per rappresentare il nostro paese negli USA in era obama i più quotati finora sono l'attuale direttore generale della farnesina per il medio oriente cesare ragaglini, l'ambasciatore in cina riccardo sessa, il rappresentante permanente presso la nato stefano stefanini e c'è chi non esclude il segretario generale del ministero degli esteri giampiero massolo.
decisione complessa: conterà berlusconi, ma di fatto hanno voce in capitolo anche napolitano, fini, frattini e altri.
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